Le ferrate nelle Dolomiti di Brenta le conosciamo una per una, alcune le abbiamo fatte più volte, in stagioni diverse, con condizioni di roccia diverse. Quando arrivate da noi con il kit da ferrata in spalla, sappiamo già che avete scelto bene.
Questa non è una lista da depliant. È quello che diremmo a un amico esperto che ci chiede: “Allora, da dove parto?”
Ferrate Dolomiti di Brenta: il quadro generale prima di partire
Il Brenta è un massiccio che non perdona la superficialità. Le vie attrezzate qui hanno un carattere preciso: roccia calcarea compatta, esposizione spesso marcata, dislivelli che si sommano rapidamente. Non è il posto giusto per chi sta imparando a usare il dissipatore.
Le stagioni utili vanno indicativamente da luglio a metà settembre, ma la finestra si restringe molto se ci sono state nevicate tardive o piogge abbondanti. Prima di ogni uscita, verificate le condizioni con le sezioni SAT locali — quella di San Lorenzo Dorsino è un riferimento diretto e concreto: SAT San Lorenzo Dorsino.
Un dettaglio che chi viene da fuori spesso sottovaluta: i temporali estivi sul Brenta arrivano veloci, spesso già dopo le tredici. Pianificate la discesa di conseguenza, senza margini stretti.
Bocca di Brenta e il giro delle Bochette: la via che misura davvero
Se dovessimo indicare il percorso che racconta meglio l’anima tecnica del Brenta, sarebbe il giro delle Bochette con il passaggio dalla Bocca di Brenta. Non è la ferrovia più difficile del massiccio, ma è quella che richiede la testa più lucida: lunghi traversi esposti, cenge strette, tratti in quota dove il vento può sorprenderti.
La partenza classica è da Madonna di Campiglio, ma chi alloggia da noi a San Lorenzo Dorsino può raggiungere il versante opposto del massiccio risalendo verso Molveno e poi su verso il Rifugio Pedrotti. È una logistica diversa, meno turistica, con meno gente sui sentieri di avvicinamento.
Il Rifugio Pedrotti — quota 2491 m — è il punto di riferimento per questa zona. Prenotare il pernottamento lì dentro vi cambia completamente l’esperienza: si parte presto, si è già in quota, si evita l’ora peggiore della giornata sulla roccia.
Via delle Bocchette Alte e Centrali: differenze che contano
Le Bocchette non sono tutte uguali, e chi le affronta come un unico blocco rischia di sottostimare i passaggi più impegnativi.
Le **Bocchette Centrali** (Via Alfredo Benini) sono il tratto più tecnico: alcuni passaggi richiedono buona confidenza con l’arrampicata di III grado, la roccia è verticale in più punti, le catene sono presenti ma la progressione richiede forza nelle braccia oltre che tecnica. È la via che consigliamo solo a chi ha già un discreto numero di ferrate nel curriculum e non si fa prendere dal panico in esposizione prolungata.
Le **Bocchette Alte** (Via Ettore Castiglioni) sono più continue ma meno verticali, con un andamento traversante che mette alla prova l’equilibrio più che la forza. Il panorama da lassù verso le Pale di San Martino nelle giornate limpide è qualcosa che non si dimentica.
Entrami i percorsi richiedono: imbragatura omologata, dissipatore con due moschettoni a ghigliottina, casco, guanti da ferrata. Non sono accessori opzionali.
Ferrovia degli Ottomila e Sentiero SOSAT: per chi vuole qualcosa di diverso
C’è chi viene sul Brenta e cerca le ferrate più celebrate, e chi invece preferisce percorsi meno affollati con comunque un carattere tecnico solido. Il **Sentiero SOSAT** è spesso la risposta giusta per questa seconda categoria.
Percorre il fianco occidentale del Brenta con un’alternanza di tratti attrezzati, cenge e sentiero libero. Non ha la densità tecnica delle Bochette, ma permette di leggere il massiccio da una prospettiva diversa, con rifugi di tappa ben distribuiti e una logistica più gestibile.
Per chi vuole aggiungere un anello interessante dal versante di Molveno — raggiungibile anche da San Lorenzo Dorsino in meno di venti minuti di auto — esistono accessi diretti alle vie attrezzate inferiori del massiccio, meno frequentati e con un avvicinamento che vale già da solo l’uscita.
Cosa portare, cosa lasciare a casa, cosa non dimenticare mai
Dopo anni passati a incontrare escursionisti al ritorno dalle ferrate, abbiamo imparato a riconoscere gli errori ricorrenti.
**Si porta troppo:** zaini pesanti su ferrovia verticale sono un problema fisico reale, non una questione di stile. Trenta litri ben organizzati bastano per una giornata lunga. Acqua abbondante (almeno due litri), cibo energetico compatto, cerata sempre nello zaino anche con il sole.
**Non si porta abbastanza:** i guanti da ferrata vengono dimenticati spesso, poi si torna con le mani a pezzi dopo quattro ore di catene. Il casco viene tolto “perché fa caldo” nei tratti facili — è proprio nei tratti facili che si distrae l’attenzione.
**Non si pianifica la discesa:** il ritorno da molte ferrate del Brenta prevede sentieri lunghi e impegnativi anche solo per raggiungere il rifugio. Partite con un piano B concreto, non con un vago “si vedrà”.
Per aggiornamenti su eventi legati all’escursionismo e alla montagna nel territorio, Visit San Lorenzo Dorsino e Visit Paganella raccolgono le iniziative locali con date e dettagli aggiornati.
Dove tornare la sera dopo una ferrata
Dopo una giornata sul Brenta, la cosa che volete è un posto in cui smettere di pensare alla logistica. Non un hotel con tre stelle di compromesso — un posto vero, con spazio per stendere l’attrezzatura, una cucina funzionale per farsi da mangiare quello che volete, e silenzio.
Casa dei Pariani è l’appartamento nel centro di San Lorenzo Dorsino: comodo per chi vuole avere tutto vicino, per chi arriva tardi la sera e riparte presto, per chi viaggia in coppia o piccolo gruppo. Cucina attrezzata, logistica semplice, paese autentico.
Masadega dei Pariani è la baita nel bosco, per chi vuole il silenzio vero e una distanza dal mondo che dopo una giornata in quota sembra quasi obbligatoria. Più raccolta, più isolata, perfetta per chi sa già che la sera starà in silenzio a guardare le stelle.
Entrambe sono la nostra risposta a chi cerca una base di partenza per le ferrate del Brenta che non sia un compromesso.


